Prestiti Delega

Prestiti Delega
Il prestito delega può essere inteso anche come finanziamento accessorio alla cessione del quinto, ma non vi è obbligo di effettuare le trattenute mensili per il datore di lavoro e si possono richiedere fino a 40 mila euro o più.

Il prestito delega o prestito con delegazione di pagamento è un finanziamento personale e, quindi, non necessita di motivazione, quando viene richiesto, riguardo all’uso che si intende fare della somma.

E’ considerato un prestito accessorio alla cessione del quinto, perché consente di superare il limite di quest’ultima, a proposito del massimale di cedibilità della quota di stipendio o pensione al netto di ritenute fiscali e contributive.

Infatti, con la cessione del quinto, la rata massima mensile non può superare il quinto della retribuzione, per cui il dipendente non è spesso in grado di fare fronte a spese di un certo livello o può essere costretto a diluire il rimborso del debito in un periodo molto lungo di tempo, per non contravvenire alla regola del massimale della rata.

Per tale motivo, il prestito delega può rappresentare un aiuto, in queste situazioni, consentendo al dipendente pubblico o privato di abbattere il limite del 20% cedibile dello stipendio, raddoppiando la rata.

Infatti, anche il prestito delega consente una rata massima di un quinto della retribuzione netta, ma aggiunta al quinto della cessione, si arriva fino ai 2/5 dello stipendio. Pertanto, una rata complessiva di tale importo consente spesso di potere soddisfare esigenze finanziarie più complesse o anche di limitare il periodo di tempo del rimborso, altrimenti molto più lungo.

Anche il prestito delega ha una durata massima prevista di 120 mesi o 10 anni. La sostanziale differenza con la cessione del quinto sta nel fatto che qui non vi è obbligo per il datore di lavoro di provvedere alle trattenute dirette dalla busta paga e ai contestuali versamenti mensili ai creditori, ragion per cui tale prodotto creditizio viene usufruito, nei fatti, dai soli dipendenti statali, essendo molto raro per i dipendenti privati, ma anche per gli altri dipendenti pubblici, che il datore di lavoro o amministrazione pubblica proceda a tale incombenza.

Quanto agli importi erogati, si va mediamente dai 3 mila ai 40 mila euro, ma sono possibili cifre ben superiori, a secondo dei casi.